Borghi italiani, PIEMONTE

SACRA DI SAN MICHELE: LA MAESTOSA ABBAZIA CHE DOMINA LA VAL SUSA

Quante volte mi sono trovata a passare per la Val Susa e credetemi, puntualmente ammiravo affascinata la Sacra di San Michele, arroccata sulla vetta del monte Pirchiriano.

E’ un’abbazia di inestimabile fascino che domina la vallata con la sua maestosità diventando uno dei monumenti simbolo del Piemonte. Persino lo scrittore Umberto Eco ne rimase così colpito che ne trasse ispirazione per scrivere il famoso romanzo “Il Nome della Rosa”.

Questa volta il mio desiderio non era solo ammirarla bensì visitarla. Dopo una gita nel borgo medievale di Avigliana e una passeggiata ai laghi (potete leggere l’articolo cliccando qui), abbiamo deciso di dedicarle il nostro pomeriggio.

Cercare parcheggio avvolte è un impresa, soprattutto se la visita si decide di farla nel primo pomeriggio. I posti all’imbocco del sentiero sono molto pochi ma salendo, su per i successivi tornanti, avete sicuramente modo di parcheggiare.

Ci siamo incamminati per il sentiero, completamente all’ombra, fino al Sepolcro dei Monaci che si presenta come un antico e piccolo tempio, di cui rimangono solo dei resti, che precedono la salita alla Sacra di San Michele.

Arrivati all’ingresso, paghiamo il biglietto e ci avviamo subito per l’esplorazione. Non perdetevi la statua del Arcangelo San Michele, che quasi si perde ai piedi delle imponenti mura. L’opera è stata creata nel 2005 dallo scultore Paul dë Doss-Moroder, artista altoatesino.

Entrando diversi punti d’interesse ci hanno lasciato letteralmente a bocca aperta… dallo Scalone dei Morti, ripido e parecchio suggestivo, si attraversa il Portone dello Zodiaco risalente al 1128 dove troviamo scolpiti i dodici segni dello zodiaco e le costellazioni. Superato ci troviamo sovrastati da quattro imponenti archi rampati e una gradinata che conduce al portone d’ingresso della chiesa. Ma prima di entrare al suo interno approfittate dei due punti panoramici per scattare fotografie spettacolari del paesaggio circostante.

Entrando nella chiesa troviamo tre navate in stile gotico e romanico. Ma quello di cui rimaniamo affascinati sono le meravigliose opere esposte di inestimabile valore e, ancora, in ottimo stato conservativo.

Successivamente si apre davanti a noi una terrazza da dove è possibile osservare le Rovine del Monastero Nuovo e la Torre della Bell’Alda chiamata così grazie alla leggenda che la precede. “Alda è una fanciulla che si reca alla Sacra per pregare contro i mali della guerra. Purtroppo ha la sventura di essere sorpresa dai soldati nemici e tenta così di sfuggire al loro assalto gettandosi nel burrone ed invocando l’aiuto di San Michele e della Vergine. Si salva e rimane illesa in fondo al precipizio. Per vanità e denaro vuole mostrare ai suoi compaesani increduli il miracolo avvenuto e si offre di ripetere il volo, andando incontro questa volta a morta certa.”

Il giro consueto di visita è giunto al termine!

Piccolo suggerimento: se avete intenzione di fare la visita completa della Sacra di San Michele, dovete recarvi il primo sabato del mese dove è possibile visitare, in aggiunta all’itinerario descritto, anche la Biblioteca, le Antiche sale di Casa Savoia e il Museo del quotidiano con esposti oggetti d’epoca e strumenti di antichi lavori. Trovate le informazioni aggiuntive sul sito ufficiale cliccando qui.

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