Borghi italiani

SASSI DI MATERA: IN ESPLORAZIONE A BORDO DI UN APECAR

Quando osservavo le molteplici foto pubblicate su Instagram, riguardanti i Sassi di Matera, oltre a rimanerne meravigliata e dicendomi continuamente “devo assolutamente andare!”, la mia osservazione era anche “caspita la visita comporterà una passeggiata impegnativa alla scoperta di questa meraviglia!”. Diciamo che dopo l’esperienza in Umbria, dove le salite e discese erano all’ordine del giorno, ahimè, il mio occhio è diventato critico e ho cercato l’escamotage per godercela a pieno senza far fatica!!!

Cercando su internet, ma soprattutto leggendo recensioni sulla “santa bibbia Wanderlust” di Tripadvisor, ho scoperto di questo fantastico servizio di visita guidata a bordo di un apecar… amore a priva vista 🤣 Noi ci siamo affidati alla società ApeVito, ispirata dalle recensioni super positive, dove più volte decantavano la preparazione storica ed il coinvolgimento che Vito offriva ai visitatori. A tour finito vi posso garantire che le recensioni erano più che veritiere! Vito è un ragazzo giovane, laureato e ha conseguito il brevetto di guida turistica professionale; ma la marcia in più è il coinvolgimento che ti trasmette essendo lui e la sua famiglia materani da generazioni.

LA STORIA DEI SASSI DI MATERA

Il nonno di Vito è stato uno dei tantissimi sfollati che, nel 1952, è stato sradicato dalla propria abitazione, subendo lo shock dello sgombero dei Sassi di Matera. Il primo a far emergere il degrado e la povertà presente ai Sassi fu proprio Carlo Levi con il libro “Cristo si è fermato ad Eboli” pubblicato nel 1945. La sua denuncia portò Matera al centro dell’attenzione nazionale. Il primo che giunse nel capoluogo lucano, nel 1948, fu Palmiro Togliatti che volle vedere, con i propri occhi, il degrado in cui vivevano i materani definendola “Vergogna nazionale”. Finché, il primo ministro Alcide De Gasperi, a seguito di una visita a Matera nel 1950, incaricò il ministro lucano Emilio Colombo di studiare un disegno di legge per favorire il risanamento dei Sassi. Ma solo nel 1952 venne istituita la Legge speciale per lo sfollamento dei Sassi che portò 17000 persone circa a dover abbandonare le proprie case per trasferirsi nei nuovi rioni. I Sassi furono praticamente svuotati, divenendo una città fantasma a margine della città nuova.

SASSI DI MATERA: DALLA VERGOGNA AL RISCATTO

I Sassi di Matera divennero presto uno scenario cinematografico nazionale ed internazionale. Pier Paolo Pasolini, regista bolognese, decise di ambientare negli antichi rioni uno dei suoi film più famosi “Il Vangelo secondo Matteo” (1964). Persino le case cinematografiche hollywoodiane, sulle orme di Pasolini, decisero di girare i propri film nei Sassi. Nel 1985 fu “King David”, con protagonista Richard Gere, nel 2002 “The Passion” del regista Mel Gibson e nel 2015 “Ben Hur” con attore Morgan Freeman. Ma il riscatto più grande Matera l’ha avuto quando fu dichiarata Patrimonio del Unesco nel 1993 e Capitale Europea della Cultura 2019.

SASSI DI MATERA: TOUR GUIDATO IN APECAR

La visita guidata con Vito, a bordo del apecar rosso fiammante, parte da piazza San Francesco con un tour nella zona del Piano (a ridosso dei Sassi), attraversando successivamente Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Abbiamo effettuato diverse soste lungo il percorso, sia fotografiche che visite autonome nelle diverse chiese. Raccontarvi tutto il percorso diventerebbe lungo e noioso ma voglio illustrarvi quello che più mi ha colpito… a partire dalla Chiesa rupestre di San Giuliano, che si trova all’interno della Chiesa Sant’Agostino, dove una stretta fessura ti porta ad una piccola grotta con diversi dipinti religiosi quasi completamente intatti (la visita è extra al percorso – al costo di 2€ a persona).

Di estremo fascino ci sono le diverse vedute panoramiche, che ti lasciano senza parole, dove un solo click non basta per immortalare quello che l’occhio umano può godere. Ma la parte che più mi ha colpito è la visita della Casa Grotta. E’ stata ricreata un’antica abitazione, tipicamente arredata, con l’intento di far comprendere al visitatore gli usi e costumi degli abitanti degli antichi Sassi di Matera, prima dello sfollamento del 1952. Si entra in un unico ambiente dove sono proprio gli arredi a creare la divisione immaginaria degli spazi. Si può notare, subito all’ingresso, i panni stesi con dei fili contro il muro, il banchetto per cucire e per far la pasta fatta in casa, poi troviamo il piccolo pozzo vicino al focolare con la cucina. Subito dopo si trova la stalla con la mangiatoia per il mulo, il fienile, attrezzi di lavoro e damigiane e, perché no, anche qualche gallina e un maialino. I letti si trovano ai lati della stalla e una piccola cassettiera funge sia da porta abiti che da zona dedicata alla preghiera. Infine, in centro, il tavolo per mangiare tutti insieme da un unico grande piatto. L’unico punto di luce è la porta d’ingresso.

E’ degno di nota anche una delle grosse cisterne della città antica, presente nei sotterranei di un negozio di artigianato difronte alla Casa Grotta, dove è stato allestito un grande plastico di ben 12 metri quadri rappresentante i Sassi di Matera. Ed infine, non posso non citarvi la sosta alla Chiesa di San Pietro Caveoso con il soffitto in legno meravigliosamente dipinto.

Il mio racconto è giunto al termine e spero di avervi ispirato per una visita dei Sassi di Matera alternativa e divertente.

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